I miei romance preferiti

Le statistiche non mentono: i romanzi rosa vendono davvero bene. Acquistati online o in libreria, recensiti su amazon o goodreads, occupano il feed dei sociali e i suggerimenti dei bestseller.

Non sono immune al genere, nonostante non sia il mio preferito, e per festeggiare insieme questo San Valentino ho messo insieme una lista dei miei romance preferiti. Si tratta di una classifica che spazia un po’ tra epoche e generi, ma l’unica regola è che sia presente una storia d’amore. Che poi la regola l’ho decisa io e potrei anche infrangerla, ma assicuro di non averlo fatto. I primi tre, tra l’altro, sono tra i miei romanzi preferiti di sempre, a prescindere dal genere.

Quali sono i miei romance preferiti? Quelli dove si piange un sacco. Quelli che magari non hanno neanche un finale felice, meglio se c’è qualche morte. Ma sono entrati nella lista anche dei romanzi meno drammatici… pronti?

1. Cime tempestose – Emily Brönte
Il drammone per eccellenza, dove si rasenta un tantino il livello dell’assurdo, ma solo quel tanto che basta per farci arrabbiare con i protagonisti come neanche una nonna se il nipote non mangia la pasta al forno della domenica. Probabilmente lo troverete su tutte le liste di questo tipo e io non mi esimerò. Non vi strapperà neanche un sorriso e la vostra vena scherzosa e amichevole andrà in vacanza alle Hawaii durante la lettura, ma ne vale la pena (tranquilli, tornerà velocemente come Merlino da Honolulu).

2. Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen
Nel remoto caso in cui ancora non lo aveste letto, vi esorto a farlo. Qui non si piange ma si ride parecchio e si riflette altrettanto. Comunque, se lo avete già letto e non avete voglia di rileggerlo (parliamone), vi consiglio di guardare la webserie “The Lizzie Bennet diaries” su YouTube.

3. Anna Karenina – Lev Tolstoj
Qui si piange tanto (meglio leggerlo in una vasca, non ci sono fazzolettini che reggano), si impara molto sulla società russa, sulla caccia in Russia nella seconda metà dell’Ottocento, sulla gelosia, sulla fedeltà, su porca la miseriaccia che storia d’amore assurda. Che travaglio. Non lo nego: sopravvivere alle pagine sulla caccia è dura. È anche il motivo per cui Anna Karenina, definito da Nabokov il capolavoro dell’Ottocento, non si trova al primo posto nella mia classifica personale. A me non sono proprio andate giù e, con la faccia ancora gonfia dalle lacrime, durante quei paragrafi quasi mi addormentavo. Come sempre, ne vale la pena. Se non conoscete il russo potete cercare su internet la pronuncia dei nomi dei personaggi o, come feci io quando lo lessi la prima volta senza un accesso a internet, inventarli. Tra l’altro quella bonanima di Tolstoj ha qui scritto la frase più romantica di sempre: “Scese, evitando di guardarla a lungo, come si fa col sole, ma vedeva lei, come si vede il sole, anche senza guardare.” Detto anche “come lasciare di stucco tutte le generazioni successive in meno di centosessanta caratteri”.

4. One Day – David Nicholls
Ci sono buone possibilità che abbiate visto il film: il libro è meglio. Questo è uno di quelli che pugnala alle spalle e cavoletti non leggetelo in un luogo pubblico perché il pianto arriva quando uno meno se lo aspetta. Io vi ho avvisati. Sempre acqua a portata di mano, non voglio che vi disidratiate.

5. Cento sonetti d’amore – Pablo Neruda
Questo è un po’ un jolly, funziona se siete innamorati, se volete innamorarvi, se volete far innamorare qualcuno o se volete prendervi gioco dell’amore ma magari in futuro vi troverete in una delle precedenti tre opzioni. Comunque in una libreria non dovrebbe mai mancare, anche perché Neruda ha vinto sia il Nobel per la letteratura che il Lenin per la pace, quindi avere questa raccolta di poesie è un po’ come avere un santino.

6. Leggiadra stella. Lettere a Fanny Brawne – John Keats
Se vi va c’è anche la versione in inglese, So Bright and Delicate, che oltre alle lettere include anche le poesie che John Keats dedicò a Fanny Brawne. Una versione di Keats un po’ diversa rispetto all’uomo delle poesie e della biografia, una versione più intima, più vicina alla sua età e più vicina a noi. Sempre un genio ma, nella sua relazione con Fanny, anche un po’ umano. Dalle lettere e dalle poesie di John per Fanny è stato tratto un bellissimo film, Bright star.

7. Non lasciarmi – Kazuo Ishiguro
Un romanzo intenso e coinvolgente con una storia d’amore struggente e terribile. Ma anche non solo d’amore, è proprio tutto struggente e terribile, è una storia che vi entrerà dentro e vi inquieterà per parecchio tempo. E sarete in grado di individuare ogni minima scopiazzatura nei nuovi romanzi “distopici” e potrete scandalizzarvi insieme a me.

8. Un amore – Dino Buzzati
Quasi ti ci fa innamorare, Buzzati, di Laide, la protagonista femminile di questo romanzo. Arrivi ad amarla e a odiarla esattamente come fa il protagonista. Vorresti che se ne sbarazzasse e andasse avanti con la sua vita ma poi, no cavolo torna indietro, che vita avresti, pazzo sciagurato, senza Laide? Corri a riprendertela prima che se ne vada, prima che se la prenda qualcuno. Guardala là, quella scema di Laide, ma come fai a volerla? Basta, basta, basta, se non la lasci davvero smetto di leggere, chiudo il libro, me ne vado io.
Ma come Buzzati, hai già finito? Non me ne volevo andare davvero, perché di Laide avrei letto per altre migliaia di pagine. Ti ci fa proprio innamorare, senza quasi.

9. Il diario di Bridget Jones – Helen Fielding
Una donna che non sa cosa vuole, non sa come ottenerlo, non sa come tenerlo, non sa neanche perché dovrebbe volere, ottenere e tenere qualcosa. Ah, Bridget, sai di anni ’90 quanto Friends e quanto le Spice… e, come Friends, fai ridere come allora mentre insegni che va bene non sapere cosa si desidera quando tutti ti dicono che dovrai pur desiderare qualcosa. Io non ci voglio credere che qualcuno di noi non si sia sentito Bridget almeno una volta al giorno.

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